Alexander Wang e l’indifferenza della stampa italiana

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L’assoluzione di un carnefice passa per la sua apparenza: basta davvero non sembrare stupratori seriali per non esserlo?

Il famoso stilista Alexander Wang, amico di diverse celebrities dello show business, è appena stato accusato di molestie sessuali, in un effetto domino di survivors che hanno trovato coraggio l’uno nell’altro per denunciare gli abusi subiti.

La sua amicizia con le star è importante perché nessuna di queste ha condiviso lo scandalo sui propri canali social. E pensare che molte di loro erano impegnate in prima linea nel movimento “me too” solo pochi mesi fa.

L’accusa è molto simile: giovani modelli abusati nel corso di queste feste stratosferiche, in cui lo stilista approfittava della propria posizione di potere rispetto alle loro carriere per toccarli oppure drogarli e abusarne

Allora perché queste vittime non hanno la stessa dignità di tutte le altre? Come mai non è scoppiato un caso mediatico a riguardo? Perché non c’è stato poi questo gran parlare, al di fuori degli ambienti della moda, sia fra la gente comune che fra le persone famose?

Non una goccia di inchiostro è stata versata dalla stampa italiana per raccontare il caso. “Non è famoso in Italia!”, eppure quando realizzò la sua capsule collection per H&M tutti scrissero delle code chilometriche fuori dagli store e sapevano precisamente chi fosse Alexander Wang.

Attendono forse riscontri giudiziari? Con Harvey Weinstein nessuno ha avuto questa accortezza, le denunce a mezzo stampa sono bastate, e bastano da sempre per credere alle vittime. Ha funzionato così anche per Kevin Spacey e Johnny Depp

Allora probabilmente abbiamo due problemi da risolvere; il primo è quello con la rappresentazione dello stupratore: le physique du rôle del maniaco non esiste, e chi commette abusi non deve necessariamente somigliare ad un orco per esserlo. Può anche essere gay, magro, asiatico.

✱ perché queste vittime, perlopiù uomini gay e trans, vengono prese meno sul serio delle vittime donne cisgender? L’ipersessualizzazione delle persone lgbt e la fama degli uomini in genere come assetati di sesso rendono le denunce più deboli

La mascolinità tossica e la narrazione delle persone omosessuali e transessuali come necessariamente promiscue rende più fragili le barriere del consenso e quelle della credibilità. E uno potente come Alexander Wang non fa fatica a sfondarle, impunito.

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