Il Vaticano fa coming out come mandante delle terapie riparative

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Leggendo attentamente le parole con cui il Vaticano "nega la benedizione alle coppie omosessuali" scopriamo qualcosa di più...

“Dio benedice ciascuno dei suoi figli pellegrinati in questo mondo, ma non può benedire il peccato. Benedice l’uomo peccatore, affinché riconosca di essere parte del suo disegno d’amore e si lasci cambiare da lui. Egli infatti ci prende come siamo, ma non ci lascia mai come siamo.” Con queste parole il Vaticano prende le distanze dalle coppie omosessuali

Il messaggio è chiaro, e molto più violento di quello che può sembrare. La Chiesa apre alle singole persone omosessuali (e non alle coppie) per un motivo preciso: cambiarle. E nella testa risuonano quelle parole, diventate ormai un meme, pronunciate da quel ragazzo di Palermo fra gli applausi della sua comunità parrocchiale: “pazzo sì, pazzo per Gesù

Siamo in Sicilia, e Alessandro (indossando la maglietta “Io ho deciso di servire Cristo”) decide pure di svergognare pubblicamente il diavolo, che dovrebbe essere l’eufemismo evangelico per “barattare l’inclusione da parte della comunità in cui vive con il suo orientamento sessuale”. Una storia che è stata ridicolizzata e che meriterebbe invece maggiore capacità di analisi.

In quel caso si parlava di una chiesa protestante, la PDG, ma la chiesa cattolica ha un problema altrettanto importante con l’omosessualità (dichiarata), e prova a risolverlo con le terapie di conversione. Courage Italia ad esempio, un apostolato della Chiesa Cattolica, sul proprio sito “offre accompagnamento spirituale alle persone con attrazione per lo stesso sesso

Screenshot dal sito Courage Italia

E sono molte di più le realtà ecclesiastiche, associazioni e diocesi, che si propongono di curare i minori omosessuali, dietro un muro di silenzio, all’ombra, ben lungi dai social network. Se la Germania ha recentemente vietato le terapie riparative, comminando fino a 1 anno di reclusione a chi le pratica e 30mila euro di multa a chi le pubblicizza, l’Italia non ha mai dato adito ad un ddl del 2016

Le persone reduci da questi “percorsi di cura” hanno 8,4 volte più probabilità di suicidarsi e sono 5,9 volte più esposte a depressione. Non possiamo sorprenderci che la Chiesa condanni le unioni fra persone dello stesso sesso oggi, ma possiamo pretendere che il nostro Paese tracci più nettamente la linea di demarcazione fra diritto e spiritualità 

Abbiamo bisogno che la politica sia più coraggiosa nell’affermare il principio di laicità dello Stato, e meno strategicamente furba sul piano elettorale, quando cavalca l’onda di un animus profondamente religioso, anche laddove parliamo di sensibilità sedicenti progressiste. Perché tutti i leader di sinistra si ostinano a citare Papa Francesco?

Certo, è forse l’avanguardia di un mondo che rifiuta di aprirsi, probabilmente è il cerchio al fianco della botte (e un colpo va dato a entrambi, se non si vuole che un’istituzione secolare crolli giù a picco). Ma il processo di secolarizzazione non potrà dirsi terminato finché saremo felici di sentirci inclusi, tristi di sentirci esclusi. Dalla chiesa. 

 
 
 
 
 

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