La cultura dello stupro al Grande Fratello Vip

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“Non riesco nemmeno a guardarla, mi viene da vomitare”.
“Se fosse l’ultima donna sulla faccia della Terra ci farei una sveltina, metterei solo la punta”.
E poi, guardandola dormire con la bocca aperta: “Quanto mi pagate se tea-baggo la Ruta?”

Il conte Filippo Nardi, di ritorno dagli anni duemila, entra nella casa del Grande Fratello e porta con sé la cultura dello stupro. Per chi non lo sapesse, teabagging significa inserire il proprio scroto nella bocca di qualcuno, in questo caso tutt’altro che consenziente

Una pratica sessuale dunque, su una persona che dorme, per far ridere gli altri e umiliare chi la riceve, in segno del disprezzo che conviene ad una donna, quando non la trovi sexy. L’immaginario è quello dei riti di iniziazione delle confraternite anglosassoni

Il conte dunque, nella piena convinzione di risultare divertente, non si fa problemi a causarci il voltastomaco: qui non manca solo il consenso di una parte, manca anche la volontà carnale dell’altra. Nardi vuole solo dare adito al proprio disgusto verso una donna che non ha più vent’anni (e che pertanto lo merita)

A sua figlia Guenda, che si rammarica scrivendo “mia madre è una donna buona e si prodiga sempre per tutti”, ricordiamo che non occorre che una donna si prodighi perché non subisca (anche solo nei pensieri) violenze sessuali

A chi dovesse storcere il naso invece, dicendo che l’errore sta a monte perché non dovremmo guardare trasmissioni del genere, vorremmo fare presente che oltre 3 milioni di telespettatori seguono con passione ben 2 puntate a settimana. Non starete archiviando il caso in maniera classista?

A parte che ne abbiamo le tasche piene di questi conti e contesse in televisione, che poi sono dei gran maleducati, il cui unico merito è questo titolo nobiliare di dubbia provenienza (come se la nobiltà esistesse ancora nel 2020!)

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