Ancora razzismo a Striscia la Notizia (video)

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È costato una figuraccia internazionale il siparietto razzista andato in onda ieri sera a Striscia la Notizia: Michelle Hunziker e Gerry Scotti, per introdurre un servizio sulla sede della Rai a Pechino, cominciano a scimmiottare le persone asiatiche, dapprima usando la L al posto della R, poi portandosi le mani agli occhi per conferirgli un taglio a mandorla

Pochi secondi sono bastati per catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica anche all’estero, negli Stati Uniti ad esempio, dove si sta consumando un numero sempre più elevato di violenze deliberate contro le persone asiatiche. Il razzismo sinofobico ha conosciuto il proprio momento di picco anche in Italia, in seguito ai discorsi politici che colpevolizzavano tout court i cinesi per la diffusione del covid 

Ma per Striscia la Notizia è già la seconda volta in poche settimane: si era già discusso, a giusta ragione, di uno sketch “satirico” che vedeva Paolo Kessisoglu vestire i panni di Laura Boldrini, per poi usare la faccia di un ragazzino nero come oggetto di scena e la parola ne*ri in prima sera. La stessa parola che era costata punizioni esemplari (ed ipocrite) nei reality della stessa rete.

Ci rendiamo presto conto che gran parte della società italiana o è in malafede, e utilizza lo scherzo per conservare inconsapevolmente una certa egemonia culturale, fornendo l’esempio a circa 3 milioni di persone che guardano lo show; o forse fa fatica ad accogliere nella propria quotidianità un’evoluzione del linguaggio che rispecchia l’evoluzione della società in cui viviamo. Ci vuole tanto?

È davvero così indispensabile continuare a scherzare su gruppi sociali che di quelle risate poi pagano lo scotto fuori dalla televisione? Ma prima ancora: fa davvero così ridere (come suggeriscono le risate finte in sottofondo) rappresentare in maniera caricaturale persone di altre etnie? Perché dovrebbe? Fa ridere non essere caucasici?
Sarà libertà di espressione.

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