La politica italiana fra Israele e Palestina

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Mai la classe politica italiana si è dimostrata coesa quanto ieri, a sostegno dello stato di Israele. E mai è stata più distante dall'opinione pubblica che in queste ore prova a tenere una narrazione alternativa a quella dei telegiornali

Breve sintesi.
Quello che sta accadendo in Palestina non è complicato da spiegare: Israele e Palestina non sono “in conflitto” (perché un conflitto presuppone due eserciti che si fronteggiano ad armi pari), ma è l’esercito di Israele che sta occupando militarmente delle terre su cui sta compiendo una vera e propria pulizia etnica per appropriarsene.

Human Rights Watch parla senza dubbi di apartheid e crimini contro l’umanità: il quartiere di Sheikh Jarrah è stato preso di mira e molti palestinesi sono stati letteralmente cacciati dalle proprie abitazioni, di cui gli israeliani si sono impossessati. Inquadrare la risposta di Hamas con i razzi (molti dei quali sono stati intercettati) significa distorcere il racconto e non rendere giustizia alla resistenza non violenta dei palestinesi

E no, discutere concretamente di quanto accade in queste ore non significa essere antisemiti. Eppure  ieri a Roma c’è stata una manifestazione (organizzata dalla comunità ebraica locale) a sostegno di Israele e del diritto che avrebbe lo stato di Israele di esistere: nessun riferimento al massacro del popolo palestinese da parte dei coloni ebrei, che possiamo sintetizzare con questo grafico

Da Salvini a Letta, da Boschi a Tajani. Praticamente tutta la politica italiana era a sostegno della comunità ebraica. E nessuno di questi ha faticato per stare accanto all’altro, nemmeno accanto a Salvini quando se l’è presa con ragazzi italiani di 14-15 anni, seconda/terza generazione di immigrati, che l’avrebbero minacciato di morte sui social per aver difeso Israele. 

Si tratta chiaramente di un discorso votato all’odio etnico anche quando sei perfettamente integrato, improntato alla diffidenza, al “prima gli italiani” (dove per italiani si intende solo quelli purissimi), all’islamofobia. La si butta in caciara su questioni religiose che poco hanno a che vedere con gli “scontri”, dovuti invece al fatto che i coloni israeliani abbiamo occupato territori originariamente arabi 

Nella politica italiana dunque non rimane nessuno spazio per la solidarietà al popolo palestinese (a parte LeU e SI, unici assenti). Ma come si può parlare di omofobia, misoginia, razzismo senza prestare attenzione all’oppressione del popolo palestinese? Rifiutiamoci di normalizzare la morte oltre una certa latitudine. L’account di Italia Viva Rimini è stato cancellato dopo aver fatto questo:

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