Il controllo dei privati sulla cosa pubblica

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Stavolta è Trump, ma chi può garantire che la prossima volta non sia una persona che propugna idee di pace?

È giusto che sia un’azienda privata a limitare la libertà di espressione di un singolo individuo? Stavolta è Trump, ma chi può garantire che la prossima volta non sia una persona che propugna idee di pace? Questi sono i rischi che si corrono quando si affida a Zuckerberg la possibilità di decidere in maniera arbitraria chi può dire cosa

È vero, è un’azienda privata e tutti noi (anche se non la leggiamo fino in fondo) firmiamo una policy quando ci iscriviamo al social network. Ma i criteri adottati nel bloccare Trump “fino a fine mandato” non sono forse assolutamente ad personam?

Magari un altro viene bloccato per tot ore o tot giorni dopo un certo numero di post contrari alle regole del gioco. Ma cosa succede se l’idea di democrazia si fa sommaria e un social network, oramai così importante nella vita pubblica, decide cosa va bene e cosa no, al di fuori di una discussione politica?

È davvero così democratico che un privato possa dare o togliere la parola persino al capo di stato? Non si rischia forse che tale possibilità di veto, che risulta così democratica a furor di popolo, lo sia così tanto da fare il giro e diventare autoritaria?

Sembra ormai lontano il momento in cui Alexandria Ocasio-Cortez metteva alle strette Zuckerberg chiedendogli conto di Cambridge Analytica, una violazione della privacy che aveva costituito il vento nelle vele di Trump, insieme al proliferare di fake news rimaste a lungo orfane di un doveroso fact checking

Morale della favola: risulta giusto bloccare Trump all’indomani dell’assalto al Campidoglio, ma le regole di un gioco che è diventato sovrapponibile alla vita vera devono essere appannaggio di un processo decisionale condiviso. Pena: le strumentalizzazioni della stessa destra populista e sovranista, che di pseudo censori si nutre da anni 

Una sola domanda resta inevasa: se la politica controllasse quello che si può dire o quello che non si può dire su Facebook, questo non si tradurrebbe forse in una limitazione alla libertà di stampa? No. Con le garanzie costituzionali che ci distinguono dalla Cina, nessun Jack Ma potrebbe sparire nel silenzio

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