Ma Mario Draghi è di destra o di sinistra?

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L'ex presidente della Banca Centrale Europea si definisce un "socialista liberale", ma le due parole non suonano compatibili ai più (che cercano su internet una risposta)...

Pare che la domanda più cercata in queste ore su Google sia proprio questa, in barba a chi sostiene che i due cari vecchi schieramenti della politica abbiano ormai perso il proprio significato: Mario Draghi è più di destra o di sinistra? Dipende intanto dalla visione che si ha dei due schieramenti

Mario Draghi è in primis un banchiere, un economista di grande prestigio, e chi lo vuole inquadrare in uno schema di destra pone l’accento su questo, sul suo ruolo all’interno di Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo. Diventa poi presidente della Banca d’Italia, e della Banca Centrale Europea 

Molti lo accostano a Mario Monti, data la comune esperienza del “governo tecnico”, ma la differenza sostanziale con Monti ha a che vedere con la visione che Draghi ha dell’economia, oltre che col momento storico. Monti era un accademico fautore dell’austerity, Draghi invece si pone come anti-austerity

La sua frase più celebre è whatever it takes e descriveva la sua rotta economica per salvare gli stati più deboli dal rischio default, nella crisi del 2012. È diventata il manifesto di un nuovo modo di concepire le politiche monetarie europee: politiche espansive, nel solco della tradizione keynesiana, per cui la spesa pubblica aumenta e fa ripartire la crescita. 

Una ricetta di sinistra, si direbbe. “Bazooka” di liquidità e debito buono: Draghi lo distingue dal debito cattivo perché è convinto che sia possibile, per i governi, indebitarsi e investire quei soldi che prendono a prestito per crescere e accrescere la produttività. Ma le politiche monetarie non bastano a definire un orientamento politico

Si può decidere di credere alle sue recenti dichiarazioni, e in tal caso il discorso di Draghi a Rimini può essere interpretato come un manifesto programmatico che parla di inclusione e coesione sociale, ambiente, critica e prospettiva europea, formazione e ricerca, coraggio e responsabilità. Progressista, se non altro

Diversamente, si può decidere di non prescindere dal suo passato, decisamente liberista, se non altro per via dell’ambito professionale in cui è cresciuto, e giudicare le sue dichiarazioni socialiste come una strumentalizzazione dell’ideologia per acquistare consensi. D’altra parte, se volesse sbloccare i licenziamenti, non sarebbe certo questo il momento giusto per dirlo 

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