Israele inaugura la stagione dell’apartheid medico in Cisgiordania

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The New York Times celebra Israele dedicandogli un articolo in cui prova a spiegare come sia diventato un leader mondiale nella vaccinazione contro il COVID-19, riuscendo in poco tempo a vaccinare quasi il 10% della popolazione sul “suo” territorio

Quello che il New York Times non dice è che Israele sta utilizzando i suoi mezzi economici per inaugurare la stagione dell’apartheid medico, decidendo deliberatamente di spostare l’eterno conflitto con i palestinesi sul piano sanitario 

Israele è riuscito a diventare un leader mondiale solo perché paga circa 62 dollari a dose, contro i 19,50 che gli Stati Uniti sono disposti a pagare. E questo ci suggerisce che la vaccinazione nel mondo sarà altamente diseguale, con una priorità assoluta per le nazioni più ricche (o disposte a investire denaro nella sanità pubblica

Così Israele ha ordinato di distribuire i lotti del vaccino Pfizer e BioNTech anche nel profondo della Cisgiordania, ma solamente ai coloni ebrei, escludendo 2,7 milioni di palestinesi che vivono sul territorio occupato. E che dovranno attendere ancora mesi per ottenere i vaccini di Covax, isolati sul piano sanitario e quindi ulteriormente soggiogati su quello economico 

Covax è programma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per provvedere alla vaccinazione nei paesi più poveri, che potrebbe condurre alla vaccinazione dei palestinesi entro i prossimi sei mesi, ma i cui costi ritardi e carenze potrebbero portare a miliardi di persone non vaccinate ancora nel 2024

Lo scorso luglio, l’avvio del processo di annessione della Cisgiordania da parte di Israele (finora ci si è limitati all’occupazione) ha suscitato la disapprovazione sia delle Nazioni Unite che dell’Unione Europea, che l’hanno definita una grave violazione del diritto internazionale. Trump era stato l’unico ad approvarla 

E oggi ci ritroviamo di fronte ad un piano di vaccinazione che, prima dei criteri professionali o anagrafici, assume criteri classisti, razzisti o quantomeno fortemente colonialisti. E quando la campagna vaccinale assume i caratteri dell’eugenetica, evidenzia le disuguaglianze più di quanto non abbia fatto la pandemia stessa.

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